Diamo a Gnome quel che è di Banshee

Recentemente sono state molte le discussioni su LinuxMint, alcune delle quali pro, altre contro, legate in particolare al rapporto Ubuntu/Unity e la scelta di LinuxMint di passare a gnome-shell, ma una cosa in particolare ha destato clamore sia nel mondo LinuxMint che in quello Ubuntu (che gongola di questa caduta di stile dei “Verdi”). Si tratta della modifica fatta al codice di Banshee che permette alla distro verde di intascare il 100% dei soldi destinati normalmente a GNOME e derivanti dalla affiliazione, e quindi al codice referente, con Amazon (articolo su omgubuntu). Ora già quando Ubuntu decise di fare la modifica che faceva la stessa cosa limitandosi al 75% degli incassi ci fu molto clamore (ora dovrebbe esserci una spartizione 50%-50%) per giusta causa, aggiungo io, perché anche se Ubuntu fa un grande lavoro è giusto che venga compensata liberamente e volontariamente per il suo lavoro, non con un “trucchetto” di deviazione fondi, ma la cosa per LinuxMint è ancora peggiore per il fatto che quest’ultima nei suoi repo ospita solo qualche decina di pacchetti, molti dei quali sono dei pacchetti con piccole modifiche atte a cambiare “Ubuntu” in “LinuxMint” o pacchetti che si trovano anche su repository launchpad, in quanto ricordo (e dico a chi non lo sapesse) che questa distro in realtà è sempre Ubuntu con diversi programmi installati di default e qualche modifica ai file di sistema per farla apparire “Mint”, il che significa che Mint è prodotta al 99% da Canonical e il team-ubuntu. Inoltre l’unica modifica fatta a Banshee è quella per cambiare il codice referente e intascare il “malloppo”, niente di più. Personalmente penso che questi stratagemmi fatti per incanalare i fondi (rubare non è un termine corretto per via della licenza open) siano sbagliati, perchè se un progetto open deve intascarci qualcosa lo può fare tranquillamente senza sotterfugi, le donazioni sono sempre state richieste e nessuno ha mai gridato allo scandalo. La modifica al codice invece è stata fatta in sordina, e cosa ancor più grave pare che chi abbia cercato di chiedere delle spiegazioni al riguardo sia pure stato censurato (fonte) il che la dice lunga sulla buona fede di questa “distro”. Ma non ho scritto questo articolo per dilungarmi eccessivamente sulle mie opinioni quanto piuttosto per dare una risposta a quanti si chiedono come fare in modo che i soldi gestiti da banshee sul proprio sistema vadano di nuovo a GNOME e non a LinuxMint (ma anche a Ubuntu!)

Molti vogliono fare in modo che LinuxMint o Ubuntu non vedano un soldo bucato delle loro transazioni, e per fare questo basta semplicemente sostituire la versione di Banshee “mintizzata”, o “ubuntizzata” con quella fornita dal sito ufficiale.

Ecco diversi metodi per fare quanto detto:

METODO 1: INSTALLARE DA .DEB:

Dato che ormai mi sto specializzando nel diffondere .deb di ogni sorta ho pensato di ricompilare i sorgenti e fornire i .deb pronti per l’installazione (n.b. ho usato la versione modificata dal team-ubuntu in modo da ottenere pacchetti compatibili con  LinuxMint e Ubuntu e che quindi sostituiscano la versione precedente, ovviamente il codice referente porta il 100% degli incassi a GNOME )

Scarica Banshee 32bit QUI: banshee_2.2.1-1_i386.tar.gzPeso: 6.89 MB
Scarica Banshee 64bit QUI: banshee_2.2.1-1_amd64.tar.gzPeso: 6.89 MB

Una volta scaricato l’archivio contenente i .deb per la vostra architettura li potete installare comodamente con dpkg, dopo esservi spostati col terminale all’interno della cartella coi .deb (assumendo che avete estratto l’archivio nella vostra home):

cd banshee_2.2.1*

sudo dpkg -i *deb

e il gioco è fatto!

METODO 2: COMPILARE I SORGENTI:

Per prima cosa vi dovete scaricare i sorgenti da QUI, quindi una volta estratto l’archivio compilate come da routine, assicurandovi prima di avere il necessario per la compilazione grazie ad apt-get build-dep:

sudo apt-get build-dep banshee

./configure

make

e come sempre installate con make o con checkinstall (previa installazione via USC)se volete che vengano creati e installati dei .deb

sudo make install

o

sudo checkinstall

METODO 3: I REPO:

Come ben sapete io scoraggio fortemente l’utilizzo di repository esterni per evitare di danneggiare il proprio sistema operativo, preferisco al massimo “prelevare” quanto serve e non abilitare altri sorgenti che possano interferire con i futuri upgrade, ma riporto comunque questa possibilità per quanti se ne fregano dei consigli😀

Aggiungere il repo:

sudo add-apt-repository ppa:banshee-team/ppa

e aggiornare:

sudo apt-get update

sudo apt-get upgrade

E anche per oggi è tutto, a presto!😀

Serve aiuto? LQH!

8 Responses to “Diamo a Gnome quel che è di Banshee”


  1. 1 Mefrio 17 dicembre, 2011 alle 7:48 pm

    A me Mint non piace proprio per il semplice fatto che viene fatta passare per una distro innovativa e molto migliore di Ubuntu quando in effetti Mint=Ubuntu! Questa modifica in sordina del codice di Banshee non ha fatto altro che dimostrare la grande serietà di Lefvbre (o come si scrive), che a detta di molti è un grande leader innovatore al contrario di Mark Shuttleworth, che dopo il misfatto ha provato anche a giustificarsi (http://dariocavedon.blogspot.com/2011/12/linux-mint-una-svolta-nella-questione.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+DarioCavedoniced+%28Dario+Cavedon+%28iced%29%29). Insomma, ridicoli che cercano un momento di gloria…

  2. 2 streetcross 18 dicembre, 2011 alle 6:44 pm

    @Mefrio come ho già detto in altre sedi non c’è molto da stupirsi, un tizio che fonda una “distro” che quasi si dichiara apertamente “nemica” di Ubuntu pur essendo Ubuntu con un tema verde e i file host cambiati per dire LinuxMint al posto di Ubuntu non poteva che rivelarsi per quel che è… E il bello è che supportarlo ci sono quelli che pensano che un programma in più nei repo faccia una un sistema operativo diverso😀

  3. 3 drake762001 20 dicembre, 2011 alle 6:15 pm

    Solo alcune precisazioni, non me ne vogliate:
    1: LinuxMint incassa il 50% dei proventi di banshee, l’altro 50 va a gnome. Anche se qualcuno ha fatto notare che le percentuali sono uscite fuori solo dopo che si è alzato il polverone.
    2: E’ vero che i pacchetti “made in mint” non sono molti, ma cambiano molto l’utilizzo (poi ognuno decida se in meglio o in peggio). E, per paragone, il 93% dei pacchetti ubuntu sono di debian. Non penso che sia il numero di pacchetti modificati a decidere quanto sia buona una distro rispetto alla progenitrice. Comunque, mint 12 usa gnome-shell, ubuntu invece unity. Già questo cambia radialmente l’esperienza d’uso
    3: Non mi sembra che Mint abbia mai detto di essere nemica di ubuntu (sarebbe illogico visto che deriva la sua distro da li, almeno per ora), semmai sono gli utenti insoddisfatti dell’ultima creazione di Canonical che hanno visto in mint una alternativa.
    Preciso, forse lo dovevo dire prima, che non uso ne ubuntu ne mint, quindi non voglio difendere nessuno o parteggiare da nessuna parte.
    4: Sono d’accordo che “accaparrarsi il 50 o il 75 o il 100%” sia sbagliato ed esagerato, ma credo che mettendo la versione originale non becchi un soldo nessuno, o sbaglio?

  4. 4 abel23 21 dicembre, 2011 alle 9:18 pm

    Che vergogna!! meno male che non lo mai usata!!!!

  5. 5 carlo 23 dicembre, 2011 alle 12:28 am

    Sono d’accordo con l’articolo, certo che questa storia è stata anche gestita male dal punto di vista comunicativo. Per quanto riguarda i soldi a mio parere è giusto fare 50% perché è chiaro che un’applicazione installata di default ha un vantaggio sulle altre. Mint ? C’è poco da dire al di la della nota storia, ho l’impressione che ci sia molta arroganza nei confronti di una distro che alla fine dei conti fa il 99% del lavoro, credo che un grazie e un minimo di riconoscenza sia dovuta.

  6. 6 carlo 24 dicembre, 2011 alle 3:13 pm

    @drake762001 – La differenza è che tra Ubuntu e Debian esiste una collaborazione reciproca e nella pagina di Ubuntu è specificato che Ubuntu deriva da Debian, se fosse come dici tu perché Mint non basa la propria distro su Debian anziché su Ubuntu ?

  7. 7 streetcross 24 dicembre, 2011 alle 8:03 pm

    @drake762001
    1) Forse hanno cambiato pure, ma non mi esprimo con certezza, di sicuro c’è che è venuto tutto alla luce in un secondo tempo, dopo il polverone
    2) Beh insomma, gnome-shell non è una “mintata” sta sui repo ubuntu e quindi è l’utente che può usare liberamente qualsiasi UI voglia, o cambiare pure DE… e indubbiamente deve esserci una enorme differenza di pacchetti per notare una enorme miglioria rispetto alla distro progenitrice, è impensabile che cambiare 2 pacchetti rivoluzioni una distro. Che poi le modifiche spesso stanno nel cambiare “ubuntu” con “linuxmint”… Inoltre ubuntu perlomeno ricompila i pacchetti a cui fa una modifica praticamente nulla, e ha i suoi repo, “LinuxMint” come ho già detto si trova praticamente tutta sui repo Canonical…perchè è ubuntu in tutto e per tutto! “LinuxMint” è un nome di fantasia che può essere tranquillamente sostituito con “Ubuntu con installato gnome-shell e un tema diverso” o prima “Ubuntu con un menù diverso installato” (perchè ovviamente un menù è un programma che puoi installare ovunque)
    3)Insomma, l’atteggiamento ufficiale non è proprio pacifico…
    4) No come ho scritto va tutto a GNOME, è anche il titolo del post…

    Io uso Ubuntu per offrire supporto ai nuovi arrivati ma non è la mia distro #1, ne tanto meno sono un fanatico, mi sembra semplicemente una verità oggettivamente indiscutibile che LinuxMint non è un sistema operativo ma una collezione di pacchetti…il sistema operativo è Ubuntu, che è comune a Ubuntu (gnome un tempo, gnome+unity ora) Xubuntu, Lubuntu, Kubuntu o qualsiasi ubuntu con DE diverso, programmi modificati versioni server o collezioni di software (ubuntu-studio o edubuntu) o nomi di fantasia come “Ultra Remix” “Gigi Remix” o “LinuxMint”

  8. 8 cristian_c 9 giugno, 2012 alle 5:21 pm

    Ciao streetcross,
    non sapevo in quale post commentare, comunque faccio la segnalazione qua.
    Personalmente non ho nvidia però ho notato che la guida a twinview sul wiki di ubuntu, non aiuta tantissimo sopratutto i niubbi, considerando il fatto che nvidia settings può non funzionare per la configurazione e che xorg.conf non è più previsto di default. Se ci mettiamo anche che sudo -X configure (il comando per generarlo) può dare anche errore nella shell tty, allora l’utente è veramente in alto mare nel costruire un xorg.conf completo da zero per il doppio monitor.
    Secondo me andrebbe aggiornata la guida magari postando un modello di xorg.conf completo in modo da agevolare gli utenti. Scusa se ho scritto qui🙂


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